Non si capisce perchè, ma noi italiani abbiamo il vizio di considerarci sempre i più scaltri, i più bravi, ecc, ecc. Poi però, quando si tratta di parlare di ciò che produciamo in campo metal, inspiegabilmente ci muoviamo nella direzione opposta, diventando iper critici verso tutto e tutti, arrivando addirittura a inventare di sana pianta storie per denigrare ulteriormente i gruppi di casa nostra ("I Rhapsody non sanno suonare", "I Lacuna Coil sono famosi perchè Cristina 'la dà' in giro..." e via dicendo). Certo, non ci si dovrebbe nemmeno comportare come in Gran Bretagna, la cui stampa musicale (o pseudo tale) è solita sfornare nuovi presunti "hype" a cadenza regolare e idolatrare a prescindere qualsiasi cosa esca dalla terra d'Albione. Diciamo che ci vorrebbe una cosiddetta via di mezzo. Essere obiettivi, in pratica. Perchè è verissimo che l'Italia metal in passato ha partorito valanghe di immondizia - ed è anche capitato che questa sia stata spacciata per "indispensabile" dall'amico/"giornalista" di turno su riviste specializzate e non (altra tipica "italianata") - ma è altrettanto vero che, da qualche tempo a questa parte, la nostra scena ha fatto dei grossi passi in avanti e che, almeno in campo estremo/death metal, questa abbia ormai poco da invidiare a quelle di tanti altri paesi. Basta pensare a quanto fatto di recente dai vari Hour Of Penance, Fleshgod Apocalypse, Illogicist o Vomit The Soul... chi non vorrebbe dei gruppi del genere? E ora alla lista ci sentiamo di aggiungere senza alcuna esitazione i piemontesi Septycal Gorge, che con questo loro nuovo "Erase The Insignificant" hanno sfornato un vero gioiello di death metal brutale e ultra articolato. Dieci brani lungo i quali si diffondono malessere e paranoia, espressi attraverso trame divise fra sfuriate rapidissime, mini-break cadenzati e continui, audaci, stop'n'go all'insegna della tecnica.più pura. Severed Savior, Deeds Of Flesh, primi Decrepit Birth i richiami più frequenti. Death metal di scuola americana, dunque... di quello più contorto e progressivo. Roba che non tutti sono in grado di maneggiare, ma che il quintetto sembra avere nel DNA, considerata la disinvoltura con cui esplode riff uno dopo l'altro, sempre perfettamente concatenati fra loro. Certo, i primi ascolti non sono una passeggiata, dato che la velocità di esecuzione è elevata, le idee in ogni traccia sono tantissime e che i cambi di tempo spesso e volentieri disorientano. Tuttavia, se si ha una certa dimestichezza con il genere, si può poi iniziare poco a poco a districare la matassa e ad apprezzare la grande creatività di questa band, vera fucina di ottimi riff e validissima interprete di un sound tra i più difficili e avvincenti del panorama death metal. Anche la produzione è poi da manuale del genere: corposa, ma non troppo soffocante... perfetta per esaltare i complessi intrecci della band. Che altro aggiungere... i Septycal Gorge avevano già fatto bene nei loro precedenti lavori, ma "Erase The Insignificant" rappresenta la loro definitiva consacrazione. Un altro gruppo italiano destinato a emergere per tecnica, ispirazione e raffinatezza.
Voto: 8.0
www.metallizzed.it
Quest'anno i fuochi pirotecnici sono arrivati in anticipo rispetto alla solita notte di San Silvestro. Sì, perché con il nuovo lavoro dei cuneesi Septycal Gorge, possiamo tranquillamente festeggiare e salutare con un mesetto di anticipo questo splendido - per quanto concerne il Brutal Death Metal - 2009 con una granata che corrisponde al nome di Erase The Insignificant, proiettile che balza direttamente sul podio della mia personale playlist di fine anno senza colpo ferire.
Tornando indietro di qualche anno, già nel 2006 i nostri riuscirono con Growing Seeds Of Decay a spiazzare la critica per mezzo di un esordio subito sopra la media dei colleghi più blasonati, riuscendo così nel corso di questi anni, grazie anche a diversi festival in giro per l'Europa, a creare attorno a se un buon manipolo di fans al proprio seguito, in Italia e non, i quali aspettavano con una certa trepidazione il nuovo parto discografico.
A loro mi rivolgo e dico: tranquilli, i Septycal Gorge sono tornati alla grande, non rimarrete delusi, questa è roba che scotta!
Impossibile descrivere a parole la goduria che ho provato e che provo tuttora (in altri termini, non riesco a togliere il cd dal mio lettore) ascoltando le note - tantissime - di questo platter. Una manna dal cielo per tutti coloro che sono cresciuti a pane e Suffocation, quelli che non posso fare a meno della loro dose giornaliera di Disgorge (quelli americani), oppure i nostalgici dei Deeds Of Flesh che furono. Ecco, principalmente a loro è dedicato Erase The Insignificant, ma non solo.
All'interno di questo dischetto ottico trasuda una compattezza, una cattiveria ed una malsana schizofrenia che vi ghermirà in un'orgia di putride emozioni, tali da avvinghiarvi e non lasciarvi tanto facilmente. L'album è un susseguirsi di riffs intersecati perfettamente l'un l'altro, stop and go al cardiopalma, tecnicismi e dinamicità a go-go, blast-beat come se piovesse, ed una voce a corredo che a volte sembra arrivare direttamente dall'oltretomba. La melodia è totalmente bandita per far posto unicamente alla brutalità e alla sofferenza sonora più intransigente. L'affiatamento che dimostrano i cinque ha pochi eguali in questo campo; a farla da padrone, dietro le pelli scorgiamo BrutalDave (anche batterista dei torinesi Putridity) che sfoggia una prestazione a dir poco monumentale. La velocità dei suoi colpi è inaudita, le rullate sembrano schegge impazzite da schivare a più riprese, mentre il moto perpetuo della doppia cassa a volte fa immaginare una mitragliatrice in trincea che spara all'impazzata senza esclusione di colpi.
Il suo operato però sarebbe solamente un mero sfoggio di tecnica se non fosse sapientemente incastonato come una gemma preziosa negli innumerevoli e schizzati riffs della coppia d'asce Diego/Los. Impossibile contare i cambi di tempo che vanno a susseguirsi all'interno delle varie canzoni, insieme al pulsante basso di Clod The Ripper, che aggiunge corposità e quel tocco di malvagità in più al sound del combo.
E' bene mettere in chiaro una cosa: non riuscirete sin da subito a percepire tutto questo in un sol colpo. L'album necessita di tempo, per poi crescere ascolto dopo ascolto, ed ogni volta che ricomincerete daccapo, troverete sempre qualcosa di nuovo che prima vi era sfuggito, donando quindi al tutto una certa longevità. Un consiglio? Provate ad ascoltarlo in cuffia, non ve ne pentirete, tanto da riuscire a cogliere le sfaccettature che si trovano all'interno di ogni nota, così da evitare possibili spiacevoli equivoci, come è successo al sottoscritto.
Tranquillo e beato nel salotto di casa mia, televisione accesa sul canale sportivo, c'è una bella partita di Premier League, io amo il calcio inglese, il mio MacBook sopra le ginocchia mi scalda con il tepore della sua batteria e la musica dei Septycal Gorge a tutto volume che esce dalle casse. Un vero brutallaro non può chiedere di meglio! All'improvviso una tenera e squillante vocina mi prende di sorpresa alle spalle ed esclama:
Papi, cos'ha quello signore??? Stà male pecchè??
Provate voi ad immaginare come spiegare a vostra figlia di tre anni, che fino a qualche secondo fa pensavate tranquillamente tra le braccia di Morfeo, quale tipo di strani gorgoglii stanno uscendo dalle casse del PC???
Questa divagazione semplicemente, e banalmente, per descrivere la prestazione di Marius dietro al microfono. Una performance da campione del mondo di growling. Il frontman riesce a spaziare su diverse tonalità gutturali, alte o basse che dir si voglia anche all'interno della stessa canzone, un leggero cambiamento quindi rispetto all'esordio, ma apprezzato e che non snatura affatto il marchio di fabbrica Septycal Gorge, anzì ne dona più versatilità ed imprevedibilità. Si passa quindi dai versi di animale agonizzante, all'effetto scarico del water, sino a passaggi intellegibili e quasi umani. Un vero festival del growl!!
Di canzoni nello specifico non voglio parlare, per quanto tutte meritevoli; sarebbe una mera perdita di tempo perché tutto il platter si attesta su altissimi livelli e francamente non ho individuato alcuna songs che possa prevaricare le altre.
In definitiva, come avrete facilmente intuito, non ci troviamo al cospetto di sonorità innovative o mai sentite prima, non vuole essere questo l'obiettivo della band, ma semplicemente ad un perfetto, puro e incontaminato Brutal Death Metal, permettetemi l'espressione, fatto come Dio comanda, suonato con l'anima e prodotto in modo professionale ed impeccabile.
Per gli amanti del genere un unico suggerimento: da possedere, senza troppi se e ma!
Voto: 85
www.HEAVYWORLDS.COM
Quando si parla di brutal death tecnico, morboso e viscerale, la nostra penisola è, di questi tempi, quanto mai in prima linea. Gli ultimi anni hanno visto susseguirsi una vera orgia di grandi release da parte delle nostre band più estreme ed il 2009 si è chiuso in bellezza col qui presente Erase The Insignificant, secondo disco per i ferocissimi Septycal Gorge, un nome già abbastanza noto nell’underground e da ora in avanti, si spera, capace di affrancarsi dal proprio status di gruppo di nicchia.
La ricetta per ben impressionare pubblico e critica di settore è, in questo caso, una sola, e all’apparenza è anche banale: spingere a tutta, esagerare, estremizzare ogni aspetto del death fino al collasso totale. Rischio di overdose da batteria triggerata, chitarre iper-sature e growl inintelligibili? Niente affatto. I Septycal Gorge, alla maniera di quell’altro manipolo di assatanati che sono i Vomit The Soul, rivoltano come un calzino il genere brutal e lo plasmano a propria immagine e somiglianza, in una veste uguale e diversa da quella che già conosciamo di questo tipo di sound. Per compiere questa missione, tra l’altro, il quintetto italiano non ha nemmeno bisogno di prendersi tanto tempo. Mezz’ora di musica, infatti, basta e avanza se si riesce a rendere ogni secondo delle song esplosivo, intenso, sprizzante adrenalina, come avviene in questo caso. I brani viaggiano a velocità siderali, stracolmi di riff intricati, tiratissimi e stridenti: pochi i rallentamenti, praticamente inesistenti, assolutamente inumani i growl, quasi inestricabili rispetto agli strumenti. Un dettaglio di rilievo, che rende l’impatto ancora più deflagrante, massiccio da tirar giù i muri. Superfluo stare a cercare qualsivoglia differenza tra una song e l’altra, l’album va preso come un’unica tirata assassina senza soluzione di continuità: le pause tra una traccia e la successiva servono giusto a riprendere fiato prima di rituffarsi nella tempesta di note dei Nostri, e grazie a dio che ci sono, si rischierebbe altrimenti un’eccessiva dose di brutalità e il pericolo di venir schiantati del tutto sarebbe dietro l’angolo.
Dopo aver combinato uno sfracello di tal fatta, non possiamo che annoverare i Septycal Gorge tra i nomi a marchio doc in ambito brutal e augurar loro di mantenere intatta tutta la loro carica assassina. Di gente come loro abbiamo sempre bisogno.
Voto: 8
www.music-on-tnt.com
Dopo qualche tempo torniamo a parlare del tecnicismo brutale dei Septical Gorge, una tra le più felici realtà nostrane del mondo estremo. Ancora una volta sotto il simbolismo grafico del talentuoso Marco Hasmann e la sapiente regia della Permeated records, l’ultima fatica del quintetto nordico splende nella sempre più viva e intricata vegetazione del metal, tra inumanità d’esposizione e indefessa abilità compositiva. Sviluppi narrativi attenti e premeditati a dovere, incastonati tra violenza, sofferenza e tormento che come un’inondazione, devastano il nostro io nascosto, denudandolo di quella lorica che ci avvolge nel nostro quotidiano.
Il disco si apre con la vomitante violenza di “Deformed Heretic Impalement”, in cui il martellante ritmo imposto da Davide Billia si amalgama ai taglienti riff che sin dall’inizio lesionano staffa e martello. Un incipit di primordine che, non solo si rifà alle nuove ondate brutal, ma ritrova per certi versi elementi vocali e compositivi del periodo golden death. Il disco si arrampica su tonalità sempre più ardue ed ingegnose, tra ritmi serrati , stop and go ed improvvisi cambiamenti di target. Esempio lucente è “Redneck Slanderous Mutation”, che riesce a coniugare i malsani clichè del genere all’innovazione esecutiva. Un disco che ospita paranoia, schizzofrenica visione del non mondo, oltre ad un inevitabile ermetismo metaforico, che rendono “Psychotic Redemption” e “Speeches Of Inadequacy” due piccoli romanzi brevi. A elevare il già ottimo prodotto sembra contribuire in parte il featuring di Sebastian Guarin che in “Confronting The Dead”, porta con sè l’animo purulento del suo passato. Il brano, tra i meglio riusciti, riesce a deformare la realtà circostante, attraverso uno sviluppo lineare che, come un brano classico, vive di andamenti diversificati, tra profonde e catacombali discese e velocizzazioni spietate.
A chiudere la prova del nove ci pensa “Speeches Of Inadequacy”, anticipata dalla curiosa e cupa ridondanza di “Elegy For The Wretched”, che si palesa come un nereggiante intro al capitolo conclusivo, senza definire i confini nebbiosi e celebrali di quel tartaro ben demarcato dalla cover art.
Insomma..non sempre è necessario andare oltre oceano per trovare del buon sano brutal metal!
www.sputnikmusic.com
Summary: A solid, if somewhat redundant album from talented Italian tech-death metallers.
3 of 3 thought this review was well written
Septycal Gorge are an Italian death metal band formed in 2004, featuring members of Necrotomia, Blasphemer, and Corpse***ing Art. Erase the Insignificant is their second full-length, while the band has released an EP, a demo, and a split since 2005, as well as their first full-length, Growing Seeds of Decay in 2006. On Erase the Insignificant, the band is comprised of:
Mariano - Vocals
Diego - Guitar
Los - Guitar
Claude de Rosa - Bass
Davide Billia - Drums
Erase the Insignificant is a pretty standard fare tech-death record, complete with insane guitar riffs, a drummer that seems to either have mechanical arms or need medication, and a vocalist that sounds both evil and constipated. The album is pretty short, clocking in at about 30 minutes, yet can maintain your attention for most of the duration.
The songwriting is fairly decent; the songs seem progressive in nature. While instrumentally they are demanding, at times they seem redundant, since some of the guitar riffs and drum parts are similar. Granted, working within their genre, the band's music is gonna sound similar, yet this seems to a problem most modern tech-death bands suffer from. The production value is great, despite the lack of bass in most songs (shocker). However, the only glaring problem with this album is that it's a little bit generic. The drums pound away, the guitar riffs shred, and the vocalist growls his face off, but somewhere throughout the LP you feel that you've heard this before, and you're right: you have. However, this is not to say the album is without its redeeming qualities: "Lobotomia" features riffs that seem to melt into another, and create quite a brutal song. "Psychotic Redemption" includes good uses of pinch harmonics, minor key riffing, and trilling, while the drums alternate between blast beats and 16th notes on the bass drums. The fade-in during the beginning of "Aprioristic Discharge" creates an eerie effect, and the drumming is top-notch, with good tremolo riffs (the band really likes trem picking), and "Forgotten Faces of Human Prism" features a badass drum fill in the intro. The transition from instrumental "Elegy for the Wretched" into closer "Speeches of Inadequacy" is also quite cool.
Overall, the album is not bad, yet it is not great. Pick it up if you want a brutal slice of tech-death pie, complete with Necrophagist-style guitar riffs, Behemoth-like drumming, and completely indecipherable growls. Hopefully the band will pull an Hour of Penance and take their flaws into account to create a great album.
www.diabolicalconquest.com
Of course, you know that I know that you know what I think of the health of Italian Brutal Death Metal, and fucking hell, if Septycal Gorge aren't right up there with the best of the country's bands in the genre! My initial reference point when listening to Septycal Gorge was Blasphemer due to their also being Italian and the bands sharing a bassist. Like Blasphemer, it's fair to say Septycal Gorge enjoy their Californian Brutal Death, but instead of Disgorge worship their thing is for Deeds of Flesh. And I really mean that, it is their thing, you dig? They're not as intense as Blasphemer (hell they only have 25% of the vocalists) nor as pummelling, but they're a damn sight more incisive and sure know how to write a razor sharp riff or 7 and how to string them together coherently. Back to the Deeds of Flesh issue; when I invoke the American band's name I mean it in terms of pre-Of What's to Come. Erase the Insignificant sounds how you would expect Deeds of Flesh to sound if, back in 2001, you were to guess what they would sound like come the end of the decade. If that makes sense. It is like Mark of the Legion, not only on steroids, but on cognitive enhancers also. 7.8
www.metal-archives.com
I'm a sucker for the great, traditional cover art that bands like Italy's Septycal Gorge insist upon for their album covers. Otherworldly scenes of bedlam and chaos that stretch beyond the known material realm, into far flung corners of the universe...madness, elder gods, and rivers of woe and flame. Their previous album was just as sexy in appearance, but I felt like the music did not quite live up to expectations. Erase the Insignificant, too, does not initially breathe fire and plasm into my ears. On the surface, it sounds like a lot of other fast-paced, acrobatic, technical death metal with a lesser emphasis on production (like a sped up early Suffocation or the first few records from Deeds of Flesh) and greater emphasis on brutal precision. But take a few more listens, and it is revealed to be a tight and entertaining death metal record which offers spurts of both moshing, brutal slam rhythms and hyperkinetic extraplanar riffing.
Septycal Gorge certainly avoid boring the listener, with 9 tracks that race past at a total of 30 minutes playtime. "Deformed Heretic Impalement" slams out of the starter gate with morbid breathing samples that mutate into Mariano's guttural dementia, with the guitars flying all over the place in complex patterns of alien hostility. "Lobotomia" careens and caresses the ear with a sledgehammer of hatred, as the brain drill descends upon the unwary victim. "Redneck Slanderous Mutation" is forceful and ridiculous, chug-chug-chug bludgeon chug as every last drop of bile is drawn from through your stomach to meet the day. "Aprioristic Discharge" may have forced me to break out a dictionary, but the means by which it slowly creeps into reality and then starts snapping necks leaves no uncertainty. The band then charges through 5 more questions in the Hyperblast category, earning their reward money for each successive crime. Of these, the best were probably the charging "Forgotten Faces of Human Prism" and the noise inducted instrumental "Elegy for the Wretched".
Seek out Erase the Insignificant if you want the incessant pounding of a Deeds of Flesh or Severed Savior record, or if you admire Cryptopsy's earlier work like None So Vile. This is a step above 2006's Growing Seeds of Decay, but not a large transition in style. The mix is rather bland and laid back (as with many of these types of modern death metal works), so it's up to the rhythms and aggression of the band itself to deliver. And they do, at least if you favor this energetic pace and unswerving devotion to brutality.
Highlights: Lobotomia, Aprioristic Discharge, Forgotten Faces of Human Prism
www.hardsounds.it
E' inutile, noi italiani ci vogliamo proprio male. Sempre lì a ripetere che le band peninsulari non possono competere con quelle straniere e intanto dall'underground escono fuori perle come il secondo album dei piemontesi Septycal Gorge. Chiaramente ispirati da band come Disgorge e Suffocation, i nostri si presentano armati fino ai denti per percuotere senza pietà il povero ascoltatore. Mai un attimo di pausa, mai una tregua: 'Erase The Insignificant' è una continua e tecnicissima mazzata spaccaossa che non concede spazio a fronzoli nè melodia, corre come un treno tra passaggi tecnicissimi e nervosi, guidato dal ferocissimo e gutturale growl di Mariano. Ma il sound dei Septycal Gorge non è solo tecnica lanciata ad ipervelocità, è anche groove, fraseggio, un Death contemporaneamente nervoso e razionale, ragionato nella sua brutalità. Quindi nessuna novità dal punto di vista stilistico, ma questo ha poca importanza quando si fa bene il proprio dovere. Unico neo la produzione, che poteva essere curata meglio, soprattutto in pulizia. Ma parliamo di un neo molto piccolo, poco visibile e discreto.
Cancellate gli insignificanti e fate posto a questi ragazzi.
VOTO 80
thelivingdoorway.blogspot.com
Looks like Disgorge's 'Parallels of Infinite Torture' and Devourment's 'Unleash the Carnivore' have been canoodling, because this is the apparent offspring of those two incredibly brutal albums. This baby has it's mom's smarts (technically adept hyper-riffing), and it's dad's bad temper (earth rumbling bass-drop slams). Talk about 'bringing home the bacon' amirite?! LOL!!!!
Christ, what a stupid review.
My parked car got plowed into and shredded by a dump truck yesterday afternoon, so I'm a little distracted today.
Let's start over.
This record is good because it sounds like a mix of a bunch of really good death metal bands: Disgorge, Suffocation, Deeds of Flesh, Severed Saviour, and Devourment.
If you like any records by any of those bands, you will like this, ok?
I have to call my insurance agent now.
www.pitchline-zine.com
De la misma manera que en su momento me dediqué de forma intensiva al brutal colombiano, parece que ahora es el turno de la escena italiana. La península itálica sufre una auténtica explosión de grupos de brutal death, siendo además la media de calidad bastante alta. A estos Septycal Gorge seguramente los conocen ya los aficionados al género por aquel “Growing Seeds of Decay” que publicaron hace casi cuatro años. Un álbum a base de púas rápidas a medio tiempo, que a mí me pilló inicialmente poco receptivo, pero que tiempo después supo ganarse su sitio en mis estanterías. Aquellos de ustedes que esperen algo en la misma línea, que se vayan preparando.
El grupo ha logrado una mejora sustancial, probablemente por la incorporación de dos recientes miembros: por un lado el tremendo BrutalDave, batería en Putridity cuyos dobles bombos y gravities marcan ya un nuevo estándar en el brutal europeo; y por otro, el no menos competente Clod “The Ripper” De Rosa al bajo, cuya lista de colaboraciones en otras bandas es larga hasta el ridículo. El aporte de estos dos enfermos eleva el nivel del grupo por donde antes cojeaba, estabilizando la nave y dándole una potencia más que suficiente para competir con cualquier bólido californiano al que acostumbremos a admirar en esta desasosegante carrera por el brutal más intenso. “Erase the Insignificant” prescinde ya de los riffs casi monolíticos del disco anterior para reemplazarlos con unas frases más propias del habitual brutal americano. En el primer tema “Deformed Heretic Impalement”, quizás el mejor del álbum, podemos escuchar lo que podrían ser unos Disgorge más pegadizos, gracias a esas notas retorcidas y esos guturales seriamente profundos. Sin embargo, la diferencia se marca en los breves momentos de gravities, los puntos justos de melodía (esa parte en el tercer tema “Aprioristic Discharge” la he oído ya en otro sitio, aunque no recuerdo dónde... ¿quizá en Suffocation?) y los abundantes bassdrops, que dotan al disco de un fino tapiz moderno. Creo sin embargo, que en el último tercio del álbum la música pierde una pizca de intensidad, o al menos de la contundencia con la que tan bien comienza... nada muy notable, pero sí apreciable.
Masterizado por Colin Davis (Vile) en sus estudios Imperial Mastering, logrando un sonido bastante correcto (me agrada especialmente la presencia del bajo en la mezcla). La portada va a cargo del cada vez más aclamado Marco Hasmann, quien no termina de convencerme... y por cierto que no veo relación alguna entre ella y el título del álbum. Quizás la tenga con alguna de las letras, que no me he molestado en leer. ¿Y para qué? Esto es brutal death de primera línea, y en cuanto lo pongas la sangre te subirá a la cabeza de tal manera que hasta olvidarás que sabes leer. Punto para Permeated Records. Que no pare la tralla.